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Conversione in legge del Decreto Milleproroghe: assemblee ancora da remoto

Con Legge n. 18/2024, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 49 del 28 febbraio 2024, di conversione in legge del c.d. “Milleproroghe” (D.L. 30 dicembre 2023, n. 15) è stata estesa, fino al 30 aprile 2024, l’applicabilità della normativa emergenziale che consente lo svolgimento delle assemblee societarie da remoto (art. 3, comma 12-duodecies). Pertanto, per tutte le assemblee societarie che si svolgeranno entro la data del 30 aprile 2024, i relativi avvisi di convocazione potranno prevederne lo svolgimento attraverso mezzi di telecomunicazione, senza necessità che presidente e segretario si trovino nel medesimo luogo. È inoltre consentita l’espressione del voto in via elettronica o per corrispondenza (se previsto nell’avviso di convocazione), nonché per le s.r.l. l’assunzione delle deliberazioni mediante consultazione scritta o con consenso espresso per iscritto.

Estinzione della garanzia fideiussoria per comportamento scorretto del creditore

Il comportamento omissivo del creditore che, nonostante i ripetuti inadempimenti del debitore, non richiede la risoluzione del contratto di leasing libera il fideiussore solo se, oltre a tale condotta – contraria ai principi di buona fede e correttezza – ricorre anche un concreto pregiudizio, non solo economico (costituito dalle maggiori difficoltà di soddisfazione del credito), ma anche giuridico, che ricorre nelle ipotesi di cui all’art. 1955 e 1956 del Codice civile. 

È quanto ribadito dalla Corte Suprema con l’ordinanza n. 6685 del 13 marzo 2024, secondo cui – in altri termini – il comportamento scorretto del credito non libera il fideiussore se non viene fornita la prova che abbia causato un pregiudizio concreto.

Il terreno oggetto del preliminare può essere individuato anche senza riferimenti catastali

La mancata indicazione dei dati catastali nel contratto preliminare di compravendita di un terreno non rende nullo il contratto qualora il bene sia identificato in modo univoco con altri mezzi. 

È questo il principio di diritto sancito dalla Cassazione con l’ordinanza n. 5536 del 1° marzo 2024, nella quale si legge altresì che il bene immobile può essere identificato anche mediante rinvio ad entità, rapporti o situazioni giuridiche di diverso contenuto, previsti dalla legge o anche in via convenzionale.

Principio di causalità e responsabilità civile

È lecita la clausola statutaria di una società per azioni a tempo determinato che consente ai soci di recedere dalla società ad nutum con congruo preavviso. È quanto affermato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 2629 del 29 gennaio 2024, che ha confermato l’applicabilità del recesso senza giusta causa e con preavviso – previsto dal terzo comma dell’art. 2437 del Codice Civile per le sole società a tempo indeterminato – anche alle società a tempo determinato. Ciò a condizione che tale recesso sia espressamente previsto dallo statuto sociale, in conformità a quanto previsto dall’art. 2437, comma 4 del Codice Civile.

Responsabilità degli amministratori per protrazione illecita dell’attività sociale

Con ordinanza n. 5252 del 28 febbraio 2024, la Corte di Cassazione ha precisato che, nel caso in cui sia stata accertata la responsabilità degli amministratori per atti gestori non conservativi dell’integrità del capitale a seguito del verificarsi di una causa di scioglimento della società, il danno risarcibile può essere quantificato in misura pari alla differenza tra il patrimonio netto alla data di apertura della procedura fallimentare e il patrimonio netto risultante alla data in cui si è verificata la causa di scioglimento della società – in conformità a quanto previsto dall’art. 2486, terzo comma, del Codice civile – salvo che siano stati introdotti in giudizio elementi di fatto che consentono l’uso di un diverso criterio liquidatorio.

Art. 28 GDPR: Il contenuto del contratto tra titolare e responsabile del trattamento

L’Autorità Garante per il trattamento dei dati personali, con provvedimento n. 100 del 22 febbraio 2024, nel soffermarsi sul contenuto principale del contratto ex art. 28 del GDPR, ha chiarito che il contratto per la nomina del responsabile del trattamento non può limitarsi a ribadire le disposizioni di cui all’art. 28 del GDPR, ma – per essere legittimo – deve prevedere informazioni specifiche sul livello di sicurezza e sulle modalità di trattamento, tenendo conto della specifica attività di trattamento affidata al soggetto terzo nel caso concreto (trattamento immagini acquisite tramite i dispositivi installati dalla società esterna nominata quale responsabile del trattamento per conto di un Comune).