BC& legal pills – aprile 2024

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Emissione di obbligazioni: le novità introdotte dalla Legge Capitali

Con l’art. 7 della c.d. “Legge Capitali” (L. 5 marzo 2024, n. 21, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 60 del 12 marzo 2024), in vigore dal 27 marzo 2024, il legislatore ha precisato che il limite posto dal Codice civile all’emissione di obbligazioni – costituito dal doppio del capitale sociale, della riserva legale e delle riserve disponibili – può essere oltrepassato qualora le obbligazioni siano destinate esclusivamente alla sottoscrizione da parte di investitori professionali, sempre che tale circostanza risulti espressamente tra le condizioni dell’emissione. Inoltre, si è chiarito che il capitale sociale cui si riferisce la norma civilistica non è solo quello che risulta dall’ultimo bilancio della società emittente, ma anche il capitale sociale derivante da un’operazione di aumento di capitale iscritta al Registro delle Imprese occorsa successivamente alla data di riferimento dell’ultimo bilancio ma prima della delibera di emissione delle obbligazioni, senza che sia necessario in tal caso approvare un bilancio straordinario a servizio dell’emissione obbligazionaria.

Comunione del marchio e licenza d’uso a terzi

Con sentenza n. 10637 del 19 aprile 2024 la Suprema Corte ha chiarito che, in caso di marchio di titolarità di più soggetti, per quote uguali, il, contratto di licenza d’uso a terzi in via esclusiva, per essere valido ed efficace, richiede il consenso unanime di tutti i contitolari. Ciascuno dei contitolari del marchio ha facoltà, in qualsiasi momento, di revocare la propria scelta di conferire a terzi la licenza d’uso del marchio, fermo restando tuttavia che una nuova concessione di licenza d’uso del marchio a terzi dovrà nuovamente essere concordata all’unanimità.

Impugnazione del bilancio: note processuali sul termine di cui all’art. 2434-bis c.c.

Il caso di specie riguarda l’impugnazione del verbale di assemblea di approvazione del bilancio di una s.r.l., proposta dai soci di minoranza che, a seguito della declaratoria di incompetenza territoriale del Tribunale adito, avevano riassunto il giudizio dinanzi al Giudice competente. La Cassazione, con la sentenza n. 10521 del 18 aprile 2024, ha rilevato che, benché la riassunzione del giudizio sia intervenuta successivamente all’approvazione del bilancio dell’esercizio successivo, l’impugnazione era stata correttamente proposta dai soci di minoranza prima dell’approvazione di tale bilancio e non risultava pertanto preclusa dall’art. 2434-bis del Codice civile, posto che il termine decadenziale ivi previsto si applica all’azione di impugnazione in sé considerata, ma non si estende all’eventuale azione già introdotta.

Documento allegato ad una PEC e onere della prova

Se una parte vuole far valere una propria pretesa che trova fondamento in un contratto, dovrà munire il documento di una data certa (ad esempio mediante l’apposizione di una firma munita di certificato digitale), non essendo sufficiente – ai fini della prova dell’integrità e provenienza del documento – il mero invio dello stesso a mezzo PEC. È questo il principio di diritto sancito dalla Corte di cassazione con l’ordinanza n. 10091 del 15 aprile 2024, ove si è altresì chiarito che la PEC è idonea a dimostrare solo l’invio e la ricezione del messaggio, ma non garantisce il contenuto del documento allegato, né l’integrità e autenticità dello stesso.

Società estinta e legittimazione processuale degli ex soci

In caso di trasferimento, per atto tra vivi, del diritto controverso in corso di causa, gli ex soci della società cedente medio tempore estinta succedono nella posizione processuale della società medesima e sono pertanto legittimati a proseguire il giudizio, quali successori a titolo universale ex art. 110 c.p.c. È quanto ribadito dalla Corte Suprema con la sentenza n. 8633 del 2 aprile 2024, con la quale si è precisato che tale legittimazione processuale deve essere riconosciuta a prescindere dal fatto che gli ex soci abbiano (o meno) beneficiato di quale riparto in base al bilancio finale di liquidazione.

Il Consiglio Nazionale del Notariato sulla dematerializzazione delle partecipazioni di s.r.l.

Lo Studio n. 42-2024/I del Consiglio Nazionale del Notariato analizza le principali novità introdotte dall’art. 3 della c.d. “Legge Capitali” (L. 21/2024) in tema di dematerializzazione delle quote di s.r.l. La possibilità di dematerializzare le quote è riservata, sotto il profilo soggettivo, alle sole s.r.l. PMI e, sotto il profilo oggettivo, alle sole quote di categoria emesse in forma seriale e standardizzata, che attribuiscono ai rispettivi possessori uguali diritti. Non è necessario che le quote siano liberamente trasferibili, né interamente liberate. La decisione di optare per il regime di dematerializzazione compete esclusivamente alla società (e non al singolo socio) e si ritiene che tale scelta debba essere consentita dallo statuto sociale. Quanto alla circolazione di tali quote, essa si realizza tramite operazioni di giro ai sensi del T.U.F. e al pari di ogni altro strumento finanziario dematerializzato e, a tal proposito, la nuova normativa ha ripristinato l’obbligo di tenuta del libro soci per le s.r.l. PMI che abbiano emesso una o più categorie di quote dematerializzate.